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lunedì, 03 ottobre 2005

    
The Germs
 (MIA) the complete anthology
 
I Germs furono la prima, concreta espressione di quello che di lì a poco si sarebbe chiamato hardcore, la seconda (de)generazione del punk che inaspriva i contenuti ed accelerava i tempi. Gruppo dalla storia controversa e per molti versi bizzarra ( presero il via grazie alla comune infatuazione dei membri per i Queens, se riuscite a crederci) e dalla fine quasi epica, i quattro Germs hanno inciso in tutta la loro carriera solo un a trentina di canzoni, tra singoli, E.P e l'unico album, il leggendario (GI), tutte contenute in questo (MIA) The Complete Anthology. Ascoltando le prime due e saltando poi direttamente alla sesta si stenta a credere che chi suona sia lo stesso gruppo. Tanto imbranati, assolutamente incapaci i Germs del debutto quanto anfetaminici, sferraglianti, beffardi, apocalittici quelli della maturità. Darby Crash, impressionante frontman, ruggisce e rantola, più che cantare, con attitudine nichilista degna del miglior Iggy Pop. La sezione ritmica si avvale del drumming potente, preciso e trascinante di Don Bolles ( un debuttante assoluto, incredibile) e del basso competente (ma nulla più )della bella Lorna Doom. Ma è la chitarra di Pat Smear a stupire. Lungi dal macinare solo power chords, il buon Pat sciorina un repertorio che, nella California del 1977, difficilmente aveva eguali. Non una nota è fuori posto, non un passaggio banale, non una forzatura. E niente assoli, così come da lezione del ’77.
I brani spaziano da 47 secondi della terremotante What We Do Is Secret agli oltre otto di Shut Down (Annihilation Man), una specie di blues mutante e malato dove Darby Crash lascia libere le sue allucinazioni sotto un tappeto sonoro ipnotico e caotico. Le chicche, però, sono tutte alla fine. Sono presenti tutti i frutti delle sessions di registrazione per la colonna sonora di Cruising di William Friedkin, benché sul film finirono solo pochi secondi della conclusiva (e drammaticissima) Lion’s Share. Assolutamente sopra la media i testi, che ad un nichilismo di maniera opponevano intelligenti riflessioni sul media e società (Media Blitz), storie morbose d’amore omosessuale (The Other Newest One, cantata con impressionante trasporto da Darby Crash che era bisessuale), sociopatia (Not Right, titolo stoogesiano) e deliri metropolitani (la stupenda e crudissima Manimal.
Stupisce soprattutto la perfetta sincronia tra parole e musica. Non sempre e non solo velocissime e urlate cavalcate hardcore, ma alternanza di ritmi serrati e cambi d’atmosfera, pur non uscendo mai dall’ambito feroce del rock’n’roll d’assalto. Prima il punk del’77, dopo l’hardcore degli anni’80. In mezzo una band che aveva ancora molto, moltissimo da dire.
 
Note di Produzione:
Dietro il mixer c’è Joan Jett, freschissima transfuga dalle Runaways, Glam Rock Band tutta femminile che regalerà al mondo anche le chitarre fluorescenti di Lita Ford. Il disco è stato presumibilmente suonato dal vivo, con pochissime sovraincisioni e spirito da fine imminente. Non potentissima, la produzione, gli strumenti non sono sparati in faccia, ma sono ariosi, non lottano fra di loro ed il suono è bello, crudo, molto realistico, perfettamente funzionale al genere suonato ma mai sopra le righe.
Strumentazione:
Pat Smear è famoso per il suo strano amore degli strumenti Hagstrom, marchio svedese di dubbia fama, ed il suono sottile e tagliente farebbe credere che proprio di una di queste chitarre possa trattarsi. Amplificatori Marshall, inderogabilmente, la pasta della distorsione è quella e non si scappa. In alcune delle canzoni di (GI) potrebbe essere entrta in gioco una Gibson.
Lorna Doom ha suonato presumibilmente un basso Gibson EB-3 (la versione a quattro corde della SG) in un amplificatore Ampeg, benché alcune foto la ritraggano con in braccio un Peavey. Molto probabile che comunque nelle registrazioni siano entrati altri strumenti, presi a prestito dalla band che, per stessa ammissione dei componenti, non era in grado di garantirsi alcun equipaggiamento.
 

 

 

Postato da: TheGoblin a 23:05 | link | commenti (2) |
germs


Commenti
#1   05 Ottobre 2005 - 06:16
 
non so come tu sia arrivato sul mio blog ma credimi che sono molto molto cotento della tua presenza
non fuggire.grazie della visita
abbiamo gusti musicali comuni
stef
rocktime.splinder.com
utente anonimo

#2   05 Ottobre 2005 - 15:54
 
quando sento gi....nonostante gli anni
l'emozione è uguale ai tempi d'oro
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